All'opus numero cinque lo statunitense Sean Baker, newyorchese d'adozione, concentra ancora lo sguardo sulle sex workers e lo fa con una commedia drammatica da lui scritta, diretta e montata, tanto divertente quanto cruda: nudi e turpiloquio abbondano, la cinepresa è a spalla e con lenti anamorfiche, le musiche diegetiche sono quasi tutte sgradevolmente contemporanee. Talvolta sembra di essere al cospetto di un film di David O. Russell, ma meno estetizzante e con più cuore. La rilettura di classici come Cenerentola, Sabrina e Pretty Woman passa da critiche sia alla gioventù smidollata ("Tik Tok e Instagram! Non fate altro!") che agli adulti imbranati o calcolatori. In mezzo c'è la protagonista, una Mikey Madison totalmente in parte (i primi 5' di film sono stati del tutto improvvisati), ma anche il gopnik ("giovane delinquente") di Jura Borisov - star in Russia, che qui lavora per sottrazione - non è da meno.
Il finale è meno enigmatico di quanto può sembrare: ribalta le premesse. Chi ha usato chi? Chi ha amato chi?
Palma d'Oro a Cannes 2024 e vietato ai minori di 14 anni.
PS la canzone nei titoli di testa è Greatest Day (2008) dei Take That.
CRITICA: ***
VISIONE CONSIGLIATA: A

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