domenica 17 novembre 2024

Anora


Anora chi è? Una spogliarellista? Sì. Una prostituta? Anche, ma solo in occasioni speciali. Una di queste non tarda ad arrivare, quando nel night club di Brooklyn in cui lavora entra Vanya (Mark Eidelstein) e chiede direttamente di lei. Il motivo è presto detto: entrambi parlano russo. Una visita segue l'altra e i due si ritrovano nella colossale villa a più piani del 21enne, figlio di oligarca, che può spendere e spandere con amici al seguito. Finché non la fa grossa, la notizia attraversa l'Atlantico e finisce sui tabloid. Allora cambia tutto.
All'opus numero cinque lo statunitense Sean Baker, newyorchese d'adozione, concentra ancora lo sguardo sulle sex workers e lo fa con una commedia drammatica da lui scritta, diretta e montata, tanto divertente quanto cruda: nudi e turpiloquio abbondano, la cinepresa è a spalla e con lenti anamorfiche, le musiche diegetiche sono quasi tutte sgradevolmente contemporanee. Talvolta sembra di essere al cospetto di un film di David O. Russell, ma meno estetizzante e con più cuore. La rilettura di classici come CenerentolaSabrinaPretty Woman passa da critiche sia alla gioventù smidollata ("Tik Tok e Instagram! Non fate altro!") che agli adulti imbranati o calcolatori. In mezzo c'è la protagonista, una Mikey Madison totalmente in parte (i primi 5' di film sono stati del tutto improvvisati), ma anche il gopnik ("giovane delinquente") di Jura Borisov - star in Russia, che qui lavora per sottrazione - non è da meno.
Il finale è meno enigmatico di quanto può sembrare: ribalta le premesse. Chi ha usato chi? Chi ha amato chi?
Palma d'Oro a Cannes 2024 e vietato ai minori di 14 anni.
PS la canzone nei titoli di testa è Greatest Day (2008) dei Take That.

CRITICA: ***

VISIONE CONSIGLIATA: A

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