lunedì 7 luglio 2008

Troppo forte

Il borgataro Oscar Pettinari (Carlo Verdone), gran pallonaro, sogna di divenire un attore d’azione, degno epigono di Sylvester Stallone. Un giorno coglie al volo – e maldestramente – l’occasione, gettandosi sotto la Rolls Royce di un produttore americano, sperando in un risarcimento o in una parte in un film: ma l’auto è guidata dall’attricetta anglofona Nancy (Stella Hall) che, come lui, finirà senza soldi e inascoltata dai produttori.
Uno dei primissimi Verdone (1986), in cui tutto il peso del film è sulle spalle del rozzo ed irresisitibile protagonista, animale da sala giochi appassionato di moto con annessa vocazione per il pericolo (solo a parole, però). La Hall, col suo bel faccino pallido, è puramente decorativa; Alberto Sordi, azzeccagarbugli con problemi mentali, si lascia ricordare più che altro per il delirante coup de théatre nel finale. Sergio Leone è accreditato come sceneggiatore; le musiche originali sono di Antonello Venditti. Verdone proporrà una macchietta simile in Gallo cedrone (1998).

CRITICA: ««½

VISIONE CONSIGLIATA: T

martedì 1 luglio 2008

La mosca

Seth Brundle (Jeff Goldblum), eccentrico e solitario scienziato, ha messo a punto un sistema per teletrasportare oggetti inanimati tramite telepods (“telecapsule”). Veronica Quaife (Geena Davis), una giornalista, lo conosce ad un meeting scientifico ed inizia una sincera relazione sentimentale con lui. Un giorno Seth, credendo che Veronica lo stia usando per avere l’esclusiva, decide – in preda alla gelosia – di teletrasportarsi dopo aver “insegnato” alla macchina la “poesia della carne”. Il teletrasporto riesce, ma nella prima capsula oltre allo scienziato era presente una mosca: i loro genomi si sono fusi. Il che non porterà l’uomo a trasformarsi in un “moscone di 85 chili”, bensì in “qualcosa di nuovo”.
Nata – ma solo nelle intenzioni – come remake di L’esperimento del Dr. K (1958), questa pellicola (1986) di David Cronenberg, prodotta dalla Brooksfilm e dalla 20thCenturyFox, è una pietra miliare del body horror, in cui la “poetica della carne” del cineasta canadese trova piena realizzazione: lungi dall’essere una versione splatter della Metamorfosi kafkiana, è in realtà una commovente storia d’amore con le sembianze di un horror fantascientifico, riuscita parabola sui rischi della scienza postmoderna e sulla corsa sfrenata della società occidentale verso il progresso.
La mosca è uno dei più grandi film degli anni ‘80, oggi cult indiscusso, incredibilmente sottovalutato (insieme allo scottiano Alien) ai tempi della sua uscita. Indimenticabili la performance mimetica di Jeff Goldblum (che subito dopo le riprese sposò la Davis) e le struggenti musiche di Howard Shore (eseguite dalla London Philarmonic Orchestra). Un premio Oscar – uno solo! – per il trucco e i gli impressionanti VFX di Chris Walas; e cameo del grande boxeur canadese George Chuvalo nella scena della sfida a “braccio di ferro”, con in sottofondo (e non casualmente) Help Me di Bryan Ferry.

CRITICA: «««½

VISIONE CONSIGLIATA: A

venerdì 23 maggio 2008

Rabid - Sete di sangue

Una ragazza e il suo fidanzato rimangono vittime di un incidente stradale: il ragazzo si ferisce in maniera non grave, invece Rosie (Marilyn Chambers), presenta numerose ustioni. Questa viene subito condotta presso la vicina clinica del Dr. Keloid, il quale coglie l’occasione al volo per poter sperimentare una rivoluzionaria tecnica di trapianto di pelle, da lui messa a punto. L’operazione va a buon fine: ad un mese dall’intervento Rosie appare in perfetta forma fisica. In realtà il trapianto di pelle ha infettato il suo sangue con un virus ignoto che le ha provocato la nascita di un pungiglione retrattile al di sotto della sua ascella sinistra. Grazie ad esso Rosie succhierà il sangue di coloro che le capiteranno davanti, infettando l’intera Montreal. L’epidemia si estenderà a tutti i continenti.
La seconda opera di D. Cronenberg regolarmente distribuita a livello internazionale si configura come un film fantascientifico a basse dosi di horror, capace di accogliere in sé miti cinematografici giovani e consolidati, dagli zombi ai vampiri, fino al mito del “Prometeo moderno”. Il tutto narrato quasi meccanicamente secondo una struttura da b-movie, influenzata però da un imperfetto taglio melodrammatico che nei film successivi troverà miglior composizione. La Scienza del film, all’epoca rivoluzionaria, è quanto mai attuale. La Chambers, ex attrice hard canadese, fu imposta dal produttore Ivan Reitman al regista per fini puramente commerciali.

CRITICA: **1/2

VISIONE CONSIGLIATA: A

lunedì 19 maggio 2008

Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi

Wayne Szalinski (Rick Moranis, il Louis di Ghostbusters) è il classico scienziato pazzo, però buono e padre di famiglia. La sua invenzione – che sembra proprio non voler funzionare – è un cannone laser miniaturizzatore. Questo finirà con l’essere azionato involontariamente dal dispettoso figlio dei vicini di casa, il quale sarà ridotto a grandezza di una formica insieme a suo fratello maggiore e ai figli dello scienziato.
L’esordio alla regia di Joe Johnston – già curatore degli effetti visivi di Guerre Stellari – è una commedia familiare (e familista) targata Disney, sceneggiata senza sprechi di creatività a partire da un soggetto di Bryan Yuzna (Society): quasi una versione for kids dell’Anabasi di Senofonte, con i quattro ragazzini costretti a tornare a casa passando per il relativo giardinetto, vero covo d’insidie.
Un BAFTA 1989 per gli effetti visivi del mitico Phil Tippett; e 2 seguiti (Tesoro, mi si è allargato il ragazzino e Tesoro, ci siamo ristretti anche noi).

CRITICA: ««½

VISIONE CONSIGLIATA: T

sabato 26 aprile 2008

Michael Clayton

Michael Clayton (George Clooney) è l’avvocato – col vizio del poker – che “aggiusta la verità” al servizio da 15 anni in un grande studio legale newyorchese, il cui capo è Marty Bach (Sidney Pollack, qui attore e non regista). Un giorno, un principe del foro (Tom Wilkinson) dello stesso studio legale di Clayton, dà di testa in un maxiprocesso contro una multinazionale che produce diserbanti e che doveva difendere. Clayton, indagando silenziosamente, si renderà conto di cosa ha condotto il suo caro collega alla follia…
L’opera prima di Tony Gilroy, già sceneggiatore della trilogia di Bourne e di L’avvocato del diavolo, potrebbe apparire come uno dei tanti “fratelli di celluloide” di Insider o di Erin Brockovich: in realtà siamo di fronte ad un legal thriller notturno, raffreddato ed introspettivo, con un ottimo Clooney (che qui zittisce tutti i suoi detrattori) ed un grande Wilkinson, ma non scherza nemmeno una Tilda Swinton – da Oscar – come laido legale della multinazionale. Memorabile il piano sequenza finale. Musiche di James Newton Howard.

CRITICA: «««

VISIONE CONSIGLIATA: I

sabato 12 aprile 2008

Funeral Party

In una villetta nella campagna londinese si riunisce una folta famiglia per un lutto. Tutto comincia nel peggiore dei modi, a partire dall’apertura della bara al cospetto di Daniel (Matthew MacFadyen, il Darcy di Orgoglio e pregiudizio), uno dei figli del defunto. A complicare la situazione provvederanno in particolar modo una confezione taroccata di Valium e l’apparizione di un silenzioso nano (un memorabile Peter Dinklage, già visto in Prova a incastrarmi), a suo dire "amico" del morto. Frank Oz (In & Out; The Score), dopo aver "rinnegato" La donna perfetta – opera più dei produttori che sua – torna alla regia ed organizza non una vera e propria commedia bensì una farsa che unisce british humour macabro ad un fuoco di fila di gag scurrili e dissacranti. Se i titoli di testa fanno sorridere, subito dopo già si ride sul serio: molto del merito è dovuto alla ridicola galleria di “casi umani” interpretata da un ottimo cast di attori, alcuni dei quali famosissimi in UK ma non da noi.

CRITICA ««½

VISIONE CONSIGLIATA: I


domenica 6 aprile 2008

Tadpole - Un giovane seduttore a New York

Per festeggiare il Giorno del Ringraziamento col simpatico padre (interpretato dal compianto John Ritter, qui al suo penultimo film), il quindicenne Oscar (Aaron Stanford) torna a New York dall’Europa, ove vive – sua madre è francese – e studia. E ha un piano: confessare alla matrigna, la sofisticata cardiologa Eve (Sigourney Weaver), di essere seriamente innamorato di lei. Equivoci, complicazioni e riflessioni in arrivo.
Una commedia tematicamente insolita, diretta e coprodotta da Gary Winick (La tela di Carlotta), lunga poco più di un’ora e vagamente alleniana, sia per l’ambientazione che per i dialoghi (infarciti di citazioni di Voltaire). Irriverente e divertente. Girata interamente in digitale.
Tadpole (“girino”) è il soprannome del protagonista, che sul set di anni ne aveva in realtà ventitré.

CRITICA: ***

VISIONE CONSIGLIATA: I