Un manipolo di 5 turistas composto da maschi sboccati e da gnocche anglofone (tra cui Josh Duhamel di Transformers e la bionda Melissa George), preferendo un bus scassato ad un piccolo aereo per visitare il cuore del Brasile, finisce col perdersi in posti da sogno che ben presto si rivelano tutt’altro che paradisiaci. Guidati da Kiko, un losco abitante locale, i giovani giungono ad una baracca/ambulatorio clandestino in cui il Dr. Zamora compie illegalmente l’espianto di organi in vivo (!) per yankees abbienti.
L’attore/regista americano John Stockwell chiude la sua “trilogia tropicale” – inauguratasi con Blue Crush e proseguita con l’atroce Trappola in fondo al mare – girando un film-cartolina abbastanza teso, che si lascia vedere per 2/3, fino a quando la superba fotografia diviene incapace di mostrare allo spettatore cosa diamine accada nelle mal dirette scene subacquee o sotto la pioggia battente. Un vero peccato. Da segnalare l’innovativo uso della sparapunti in caso di ferite.
CRITICA: **
VISIONE CONSIGLIATA: A

