Benjamin Barker (Johnny Depp,
Golden Globe come miglior attore) è uno stimato barbiere della Londra
Vittoriana, la cui esistenza – insieme a quella dei suoi congiunti – scorre
tranquilla e luminosa. Ma un giorno il sordido giudice Turpin (Alan Rickman,
già noto ai fan della saga di Harry
Potter), bramoso di avere con sé la di lui moglie, lo accusa di un delitto
mai commesso e lo spedisce in galera, ove rimane per ben 15 anni. Al suo
ritorno, l’uomo assume il nome di Sweeney Todd e si stabilisce nella
sopraelevazione della lurida bottega della signora Lovett, la quale prepara “i
peggiori pasticci di carne di Londra”. Avviando il proprio piano di vendetta
‘ad ampio raggio’ (che include anche il presuntuoso barbiere pseudo-italiano
Adolfo Pirelli, interpretato da Sacha “Borat” Baron Cohen), Todd rifornirà di
carne fresca la sua coinquilina, saziando gradualmente la propria sete di
sangue.
Sweeney Todd, l’ultima fatica del genialoide Tim Burton, è un film
non del tutto riuscito, ma di grandissimo fascino estetico: la messinscena
(scenografie da Oscar del nostro Dante Ferretti) e la fotografia quasi
monocromatica – di Dariusz Wolski – sono davvero straordinarie, ma ciò che non
convince del tutto è l’andamento della narrazione, ‘castigata’ da numeri
musicali non molto convincenti (se ne salvano due o tre). Paradossalmente, in
questo insolito splatter-musical,
sembra funzionare di più la semplice colonna sonora ‘di raccordo’ di Stephen
Sondheim, già autore del musical
teatrale al quale si rifà la pellicola. Comunque, notevole la sequenza dei
titoli di testa – ad animazione digitale – ed il cupissimo finale; intelligenti
ma superficiali i riferimenti alle pratiche di carità inglesi ottocentesche
(vedi l’assistente di Pirelli), all’epoca di grande rilevanza sociale.
CRITICA: «««
VISIONE CONSIGLIATA: A